sabato 18 giugno 2011

Eclisse Totale di luna


Il 15 giugno 2001 sarà ricordato come un giorno importante: in varie regioni d’Italia si è potuto assistere ad uno degli eventi più spettacolari degli ultimi anni: l’eclisse totale di luna. Il fenomeno, che si è mostrato in tutto il suo splendore ed è durato per quasi 4 ore, ha lasciato tutti a bocca aperta e ha rivelato un lato della luna per lo più sconosciuto. Già nel 2007 c’era stata un’altra eclisse lunare durata però poco più di un’ora. Questa volta si è trattato, invece, di un’eclisse molto più lunga ed intensa, che ha reso magica la notte. L’evento è stato osservato in ogni parte del mondo, tranne in Canada e negli Stati Uniti. Si è stimato che in alcune zone del Sudamerica e dell’Australia, l’evento abbia assunto connotati eccezionali, grazie soprattutto alle ceneri vulcaniche liberate nell'atmosfera dalle recenti eruzioni in Cile ed Islanda, che hanno tinto la luna di un colore rosso acceso.Purtroppo in alcune città non è stato possibile assistere al fenomeno, complice anche lo smog, le luci e le nuvole. Per poter guardare l’eclisse lunare molti hanno affollato gli osservatori e i centri astronomici, mentre i più fortunati hanno potuto assistere all’evento anche ad occhio nudo o con un binocolo.L’eclisse si è potuta osservare meglio nel sud Italia, in particolare in Sicilia (nel ragusano). Più penalizzato il nord Italia e alcune zone del centro.Per vedere una nuova eclisse di luna in Italia bisognerà attendere il 2015, ossia 4 anni, lo stesso periodo di tempo che aveva separato questa eclisse con l’ultima, nel 2007.

ESP Fenomeni Paranormali

Esce finalmente nelle sale italiane il nuovo film dei the vicious brothers intitolato ESP, fenomeni paranormali. La trama, pur rifacacendosi ad alcuni stereotipi dei film horror italiani e stranieri, è ricca di suspance e colpi di scena. Il film è interamente girato in un istituto psichiatrico abbandonato dove una troupe di cameramen sta girando l’ultima puntata di uno dei reality più spaventosi della tv americana. L’intento è quello di riprendere qualche scena spettrale, dare voce ai preesunti testimoni di apparizioni soprannaturali (come il custode impacciato della struttura) e di recitare la parte di chi sa che qualcosa di strano e di inquietante è nascosto in quel luogo. In realtà tutto sembra filare liscio come sempre e per quasi tutta la notte la troupe di cameramen non percepisce nulla di anomalo. Va detto che, nonostante il chiaro intento televisivo, i 5 ragazzi protagonisti sanno bene come rendere tutto più realistico: hanno delle telecamere fisse che sistemano nei luoghi più spettrali dell’istituto, oltre ad un registratore e una bussola che rilevano gli spostamenti d’aria e le voci soprannaturali. Per rendere tutto ancora più credibile, gli stessi rimangono chiusi dentro l’istituto, con la porta e le finestre sbarrate in attesa che il custode torni a liberarli. I ragazzi iniziano così a girare la puntata ignari che attorno a loro ci sia qualcosa di inquietante, che sembra appartenere alla struttura abbandonata, teatro un tempo di violenze e soprusi ai danni dei pazienti malati di mente. E così inizia un viaggio all’interno della follia, dove l’uomo può soltanto lasciarsi andare e soccombere. L’istituto in realtà conserva intatte le sue forme surreali aprendosi lungo percorsi infiniti, fatti di corridoi, stanze e anfratti sinistri. E’ il labirinto della mente che prende vita in un luogo malato, che ha assorbito negli anni i lamenti e le grida strazianti dei matti ricoverati al suo interno. E tutto riesce a disperdersi, a dilatarsi lungo una linea spazio temporale che si assottiglia fino ad annullare ogni velleità umana. Il regista riassume così, con continue riprese, la paura e l’angoscia di chi si ritrova solo con la propria mente e il proprio spirito arrivando a concepire la morte come un sollievo rispetto alla perdita inesorabile della ragione. Il film nasconde un significato importante, che all’inizio può sembrare scontato, quasi uguale ai suoi precedenti, (si pensi soltanto a REC, serviva horror girato interamente in un palazzo di Barcellona), ma che nella seconda parte acquista una direzione e un segnale evidente, come a voler portare lo spettatore in un mondo parallelo, dove la perdizione e l’inconscio si mescolano in un crescendo innovativo. E in questo susseguirsi di emozioni e angosce, dove anche i pochi fantasmi si rilevano prigionieri inconsapevoli, emerge l’unico vero protagonista della scena: l’istituto psichiatrico con i suoi meandri inaccessibili.

martedì 12 aprile 2011

Riflessioni sparse...

- Ogni periodo che affronti e che vedi alle spalle non è altro che il riflesso dell'ostacolo che c'è davanti. Oltre l'ostacolo non ci sarebbe nulla, forse qualcosa di insignificante e subdolo, destinato a sparire in un breve lasso di tempo.
- Quando pensi che qualcosa deve accadere la parte più inconscia di te la visualizza e la vive davvero. Ciò che non accade al di fuori è già accaduto dentro di te.
- Non c'è nulla di così spinoso che non possa essere risolto, nulla di così enigmatico che non abbia una soluzione, nulla di così nascosto che non abbia una sua evidenza.
- La compagnia rafforza l'intelletto, la solitudine lo spirito. Entrambe vanno a braccetto e sono inscindibili.
- Una regola evidente può essere elusa ma non violata apertamente.
- C'è un aspetto curioso che nasconde il mondo: quello che la maggior parte della gente non vede.
- La distrazione è un modo per non pensare e accellerare gli istanti di tempo rendendoli soggettivamente propri.
- Il silenzio è un modo per nascondere le proprie emozioni e farle risaltare al momento opportuno.
- Quando qualcosa ti colpisce a tal punto da renderti fragile e inerme, quello stesso qualcosa ti riprende rendendoti più forte di prima.
- Essere con tutti e come non essere con nessuno, apprezzare tutto e come non apprezzare nulla. La vita mette davanti a scelte che possono essere azzardate o ponderate, ma che sono inevitabili.

sabato 8 maggio 2010

Happy Family


Il nuovo film di Salvatores, Happy Family, racconta la storia di due famiglie, apparentemente diverse, ma piene di profonde contraddizioni. Il titolo Happy Family è un eufemismo: in realtà nascoste tra i sorrisi ci sono tristezza, fobia e insoddisfazione per la vita. Nel film si esorcizza la paura di vivere, quello che impedisce a molti di godere delle piccole cose quotidiane senza farsi affliggere dall’ignoto e dall’imponderabile. Le fobie moderne sono tante, molti ne soffrono ed è difficile superarle: la paura di volare, di incontrare persone, di ammalarsi, di restare soli, di fallire, di perdere i nostri affetti, di innamorarsi, di lasciarsi, di divorziare, di trovarsi al posto sbagliato al momento giusto o di non trovare il tempo per sè stessi e gli altri- E queste sono soltanto le fobie “più grandi. A volte le paure peggiori sono quelle più insignificanti, che si insinuano nel cervello senza trovare via d’uscita, quelle che ci affliggono per la loro pungente ossessione e che arrivano senza un motivo apparente, quasi a volerci sfidare. Ogni personaggio nel film ha paura di qualcosa: la figlia Caterina pensa di emanare cattivi odori perché le rosse solitamente puzzano. I genitori sono preoccupati perché il proprio figlio vuole sposarsi troppo presto e quando capiscono che la sua “promessa sposa” non lo vuole più, si preoccupano che possa diventare gay. E poi c’è il padre-marito scosso per via di un tumore. la moglie che non trova più stimoli per il marito e la nonna “imbranata” che non ricorda le cose e dice di non saper fare i dolci. E poi i figli che non sanno cosa fare della loro vita, la madre apprensiva per la figlia troppo libertina, il marito insoddisfatto della propria vita e del proprio lavoro…insomma ci sono dei veri casi umani da gestire. E chi meglio può farlo se non il protagonista? Fabio De Luigi interpreta non a caso uno scrittore in erba che decide di scrivere un film originale, che possa colpire il pubblico. Per farlo raccoglie diversi personaggi, li fa interagire tra loro, li inserisce in un contesto cercando di intrecciare le loro storie. Il compito non è per niente facile, anche per via delle continue lamentele degli attori, che vogliono ritagliarsi una parte importante nel film. E così la trama non decolla e lo scrittore è costretto a rivedere i suoi piani ritrovandosi catapultato nel suo film e interagendo con i suoi stessi attori. Insomma un film nel film, un intreccio di vite sospese tra realtà e finzione, tra colpi di scena, scene tragicomiche e confessioni introspettive. Salvatores presenta i suoi personaggi in cerca d’autore, cercando di trovare una collocazione che possa renderli unici e particolari. Il regista segue un percorso preciso nello sviluppo della trama: nella prima parte gli attori si presentano al pubblico, raccontando la propria vita e i propri interessi: fase importante perché i personaggi si mettono a nudo confidando le loro debolezze e le loro paure. Successivamente nella seconda parte è il protagonista a rendersi partecipe in prima persona e a farsi conoscere al pubblico: è difficile però intrattenere rapporti con gli attori quando sai che quegli stessi attori sono una tua creazione. Ogni scrittore dovrebbe rimanere fuori dalla storia e concentrarsi sul suo sviluppo, senza farsi condizionare da nessuno. Eppure a volte questo non è possibile. La scena dove vengono lanciati i titoli di coda dopo l’ennesimo buco nell’acqua dello scrittore fa storcere il naso allo spettatore che si riprende quando capisce che è solo un trucco. Il film è un’estremizzazione della vita, dove tutto sembra normale, ma in realtà non lo è. E alla fine viene spontaneo chiedersi se sia meglio essere sé stessi fino in fondo, rischiando di essere tagliati fuori da tutto o fingere di essere qualcun altro per interagire con la società. A voi la risposta.

lunedì 12 aprile 2010

I Soliti Ignoti

I Soliti Ignoti è un programma che va in onda tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 20:30 su raiuno ed è condotto da Fabrizio Frizzi. Il gioco è molto avvincente ed è seguito quotidianamente da migliaia di spettatori. Per partecipare e vincere bisogna condurre un'indagine degna del migliore Sherlock Holmes nel tentativo di svelare le identità nascoste e vincere il montepremi finale. Il concorrente di turno deve appunto svelare i volti dei misteriosi personaggi cercando di indovinare quale professione svolgono. Per farlo deve affidarsi alla fortuna e all' intuito e sfruttare al meglio i tre indizi che ha a disposizione. Ogni indizio rappresenta un aiuto per scoprire l'identità del personaggio ed è formato da tre frasi, alcune indicative altre meno. Spesso capita che tra i misteriosi personaggi ci sia qualche volto noto del mondo dello spettacolo la cui identità è facilmente rintracciabile. Le difficoltà però aumentano man mano che si prosegue nel gioco e si arriva alle ultime identità, dove spesso compaiono i mestieri più bizzarri. Ad ogni identità infatti è assegnato un montepremi che si va a cumulare ogni volta che il concorrente indovina: basta sbagliare però anche solo una volta per ritornare a zero. Va detto che ogni identità deve rimanere in silenzio per qualche minuto per poi svelare se svolge la professione che gli è stata attribuita. Il gioco ha qualcosa di interessante, che coinvolge lo spettatore in modo diretto: sarà forse l'istinto inconscio in ognuno di noi di indagare sulla vita degli altri e svelare le identità nascoste?

giovedì 11 marzo 2010

Viaggio attraverso il buio del mare

Indescrivibilmente viaggio attraverso il buio del mare. Nel blu dei colori marini, nel nero dei sussulti notturni, nel bianco del chiarore lunare. E se i pensieri vagano riflessi nelle onde, la mente è rivolta verso luoghi lontani, dove tremolii di luci si affiancano agli echi del mare. Tutt'intorno la brezza li avvolge nel vuoto, rendendoli immobili e insensibili a tutto.

"Capitano..siamo ancora lontani..ci vorranno ancora tre giorni prima di toccare terra.."

Lo so..la grande isola sperduta, preda di avidi ignavi e da anni terra di conquista, è molto distante da noi. C'è un posto nel mondo dove ognuno può ritrovare se stesso, ma dove pochi sono davvero felici: non esiste sulle mappe ed è difficile trovarlo. Vago da anni alla ricerca di esso e lo stesso vaga da tempo nei miei pensieri. C'è tempo per rivangare il passato, poco tempo per dedicarsi al presente. La strada è ancora lunga purtroppo e i miei pensieri sono là, immersi nel buio della notte e toccati dalle acque profonde.

"Capitano..c'è burrasca in arrivo..dovete entrare. Siamo preoccupati per le condizioni del tempo."

..C'è una tempesta in arrivo, come accade spesso. Ma le parole che la preannunciano mi scivolano addosso. E’ come se ogni limite esista per essere superato, come se ogni traguardo necessiti di ostacoli intermedi, come se la natura dia prova della sua forza. Succede a tanti, forse a troppi: si cambia stile, umore, indole da un giorno all'altro..senza segni premonitori.E in natura succede lo stesso.Il mare a tratti risplende a tratti diventa cupo mostrando due lati della stessa medaglia: e questo è terribile, bello, affascinante insieme ma non proprio etico. Sembra tanto una promessa incompiuta, un vortice di illusioni e doppi sensi, un castello fatto di carta e di aria. Eppure ogni elemento naturale compie da sempre la sua metamorfosi..anche se a occhio nudo non si avverte. Fortuna che tutto si ripete e tutto torna come prima, cosi nulla può sfuggire allo sguardo disattento,ciclicamente immobile.

"Capitano allora? La stanno aspettando. Non c'è più tempo. Bisogna provvedere"

Si arriva ad un punto in cui il dovere chiama gli audaci e tutto riecheggia nel vuoto. Tutto è dovuto ma niente è effettivamente possibile. Non mi resta che andare, lasciando traccia dei miei pensieri lungo il flusso dei ricordi. E' un atto dovuto..o un altra fittizia richiesta di aiuto? In attesa di chiarirlo, mi occupo degli altri, mentre cerco di capire e scoprire me stesso.

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