lunedì 12 aprile 2010

I Soliti Ignoti

I Soliti Ignoti è un programma che va in onda tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 20:30 su raiuno ed è condotto da Fabrizio Frizzi. Il gioco è molto avvincente ed è seguito quotidianamente da migliaia di spettatori. Per partecipare e vincere bisogna condurre un'indagine degna del migliore Sherlock Holmes nel tentativo di svelare le identità nascoste e vincere il montepremi finale. Il concorrente di turno deve appunto svelare i volti dei misteriosi personaggi cercando di indovinare quale professione svolgono. Per farlo deve affidarsi alla fortuna e all' intuito e sfruttare al meglio i tre indizi che ha a disposizione. Ogni indizio rappresenta un aiuto per scoprire l'identità del personaggio ed è formato da tre frasi, alcune indicative altre meno. Spesso capita che tra i misteriosi personaggi ci sia qualche volto noto del mondo dello spettacolo la cui identità è facilmente rintracciabile. Le difficoltà però aumentano man mano che si prosegue nel gioco e si arriva alle ultime identità, dove spesso compaiono i mestieri più bizzarri. Ad ogni identità infatti è assegnato un montepremi che si va a cumulare ogni volta che il concorrente indovina: basta sbagliare però anche solo una volta per ritornare a zero. Va detto che ogni identità deve rimanere in silenzio per qualche minuto per poi svelare se svolge la professione che gli è stata attribuita. Il gioco ha qualcosa di interessante, che coinvolge lo spettatore in modo diretto: sarà forse l'istinto inconscio in ognuno di noi di indagare sulla vita degli altri e svelare le identità nascoste?

giovedì 11 marzo 2010

Viaggio attraverso il buio del mare

Indescrivibilmente viaggio attraverso il buio del mare. Nel blu dei colori marini, nel nero dei sussulti notturni, nel bianco del chiarore lunare. E se i pensieri vagano riflessi nelle onde, la mente è rivolta verso luoghi lontani, dove tremolii di luci si affiancano agli echi del mare. Tutt'intorno la brezza li avvolge nel vuoto, rendendoli immobili e insensibili a tutto.

"Capitano..siamo ancora lontani..ci vorranno ancora tre giorni prima di toccare terra.."

Lo so..la grande isola sperduta, preda di avidi ignavi e da anni terra di conquista, è molto distante da noi. C'è un posto nel mondo dove ognuno può ritrovare se stesso, ma dove pochi sono davvero felici: non esiste sulle mappe ed è difficile trovarlo. Vago da anni alla ricerca di esso e lo stesso vaga da tempo nei miei pensieri. C'è tempo per rivangare il passato, poco tempo per dedicarsi al presente. La strada è ancora lunga purtroppo e i miei pensieri sono là, immersi nel buio della notte e toccati dalle acque profonde.

"Capitano..c'è burrasca in arrivo..dovete entrare. Siamo preoccupati per le condizioni del tempo."

..C'è una tempesta in arrivo, come accade spesso. Ma le parole che la preannunciano mi scivolano addosso. E’ come se ogni limite esista per essere superato, come se ogni traguardo necessiti di ostacoli intermedi, come se la natura dia prova della sua forza. Succede a tanti, forse a troppi: si cambia stile, umore, indole da un giorno all'altro..senza segni premonitori.E in natura succede lo stesso.Il mare a tratti risplende a tratti diventa cupo mostrando due lati della stessa medaglia: e questo è terribile, bello, affascinante insieme ma non proprio etico. Sembra tanto una promessa incompiuta, un vortice di illusioni e doppi sensi, un castello fatto di carta e di aria. Eppure ogni elemento naturale compie da sempre la sua metamorfosi..anche se a occhio nudo non si avverte. Fortuna che tutto si ripete e tutto torna come prima, cosi nulla può sfuggire allo sguardo disattento,ciclicamente immobile.

"Capitano allora? La stanno aspettando. Non c'è più tempo. Bisogna provvedere"

Si arriva ad un punto in cui il dovere chiama gli audaci e tutto riecheggia nel vuoto. Tutto è dovuto ma niente è effettivamente possibile. Non mi resta che andare, lasciando traccia dei miei pensieri lungo il flusso dei ricordi. E' un atto dovuto..o un altra fittizia richiesta di aiuto? In attesa di chiarirlo, mi occupo degli altri, mentre cerco di capire e scoprire me stesso.

lunedì 22 febbraio 2010

Valerio Scanu vincitore del Festival di Sanremo 2010


La favola di Valerio Scanu rivive attraverso le immagini del Festival ormai trascorso: la vittoria a Bravo Bravissimo, il secondo posto ad Amici, l'esclusione da Sanremo, il ripescaggio e la vittoria finale. In queste tappe cruciali è racchiusa la storia di un ragazzo dall' indubbia bravura artistica che ha finalmente coronato il sogno della sua vita, consacrandosi tra gli artisti più grandi del palcoscenico musicale. Ma andiamo con ordine: nell'edizione di Bravo Bravissimo del 2002, all'età di 12 anni Valerio trionfa con "Cambiare" di Alex Baroni che interpreta in modo eccellente, ponendosi una spanna più in alto degli altri "piccolo talenti" in gara. Già in quella occasione Mike Bongiorno riconosce l'indiscusso talento di Valerio e le sue doti da grande interprete. Qualche anno dopo Valerio ci riprova con X Factor, arrivando alla fase finale delle selezioni: ma in quel caso viene preferito a Tony Maiello (peraltro vincitore della categoria giovani di Sanremo 2010) Ecco allora spalancarsi la porta di Amici, dove Valerio accede come cantante sotto la guida tecnica di Luca Jurman, suo assistent coach. Dopo aver partecipato al serale, Valerio arriva secondo, dopo Alessandra Amoroso, che vince l'edizione di Amici. Arriviamo così al 2010: Valerio Scanu partecipa al Festival di Sanremo con una canzone scritta da Piedavide Carone, cantautore di Amici e intitolata "Per tutte le volte che". Il pezzo non convince la giuria demoscopica che lo elimina al primo turno. Il giorno dopo però la canzone viene ripescata e il ragazzo può rientrare in gara: il sogno di Valerio continua. Durante la serata dei duetti Valerio canta con Alessandra Amoroso, incantando la platea dell'Ariston. Il duetto con Alessandra lo rende ancora più forte, tanto che il giorno successivo viene incluso tra i 3 finalisti del Festival insieme a Pupo, Emanuele Filiberto e Marco Mengoni (vincitore della terza edizione di X Factor). Il televoto e l'orchestra premiano il ragazzo, che si piazza davanti a nomi illustri come Irene Grandi, Malika Ayane e Simone Cristicchi. Sul palco sono rimasti soltanto in tre: dopo l'ultimo appello al pubblico, Antonella Clerici annuncia che il vincitore del festival è proprio Valerio. Grande entusiasmo tra la folla dell'Ariston, divisa tra lui, Marco Mengoni e il trio composto da Pupo e il principe Filiberto e Canonici. Ancora una volta vince un ragazzo di Amici, dopo la vittoria di Marco Carta dello scorso anno. Ancora una volta si tratta di un sardo, a testimonianza che la regione isolana riesce sempre a sfornare grandi voci e talenti. Ma c'è di più: anche quest'anno il vincitore la spunta sulla canzone polemica del Festival: "Italia amore mio", come era accaduto per Marco Carta contro Povia, finito secondo con "Luca era gay". Insomma, la storia di Valerio somiglia molto a quella di Marco, peraltro anche lui "pupillo" di Luca Jurman, che l'ha voluto fortemente nel programma di Amici. Ma analogie a parte, quella di Scanu è una storia diversa dalle altre. La sua canzone, nonostante l'esclusione iniziale, si è dimostrata all'altezza di un Festival come quello della musica italiana. La frase "far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi" è già diventata un tormentone, per la sottile leggerezza che prelude a un'intensa passione, che non ha confini. Una canzone che si ricorda facilmente e che conquista subito per la sua immediatezza. Un pezzo intenso e surreale, dedicato all'amore e al suo mondo, L'autore del brano peraltro è un altro ragazzo di Amici, Pierdavide Carone, che le case discografiche già si contendono per la sua capacità di emozionare scrivendo canzoni. L'intepretazione di Valerio e il significato delle parole scritte da Pierdavide hanno reso questa canzone assolutamente vincente.

mercoledì 17 febbraio 2010

La vigilia di un evento sportivo

La vigilia di un evento sportivo è sempre particolarmente sentita. Fa un certo effetto sapere che quest’anno non c’è solo una squadra a prendervi parte, ma un’intera città. Avellino è riuscita a rendersi protagonista anche in questo, dimostrando di volere fortemente l’organizzazione di un grande evento sportivo, come mai era successo in Irpinia prima d'ora. Qui da un po’ di anni il basket è diventata una piacevole realtà, che ha premiato il lavoro di quanti si sono avvicinati al mondo del basket con sacrificio e dedizione e che ha regalato numerosi successi e soddisfazioni. Dopo la conquista della Coppa Italia nel 2008 e la partecipazione ai playoff e all’Eurolega era difficile poter chiedere qualcosa di più alla società Scandone e alla sua squadra. E invece quest’anno per la felicità dei tanti appassionati di basket, Avellino ha il compito e l’onore di ospitare le Final Eight, uno degli eventi cestistici più importanti. Per una settimana i riflettori saranno tutti puntati sulla città irpina, pronta ad ospitare giornalisti, tifosi, appassionati e giocatori che prenderanno parte alle Final Eight. A dare lustro all' evento un’intera macchina organizzativa frutto della collaborazione di società, istituzioni e addetti ai lavori. Le Final Eight non saranno soltanto un evento di sport, ma una spettacolare kermesse ricca di appuntamenti e iniziative pronte a coinvolgere un’intera popolazione; merito di una società che ha saputo coltivare un progetto serio, portando in pochi anni il basket irpino alla ribalta. L’evento “Final Eight” porta la data del 18 febbraio 2010, ma l’attesa della vigilia è forte e si respira da ormai diversi giorni. E come ogni evento che si rispetti, anche l’attesa per il suo svolgimento lascia piacevoli ricordi e forti emozioni.

martedì 16 febbraio 2010

Lo scorpione

Lo scorpione fa parte della famiglia degli scorpionidi le cui estremità boccali (i palpi) sono fatte a tenaglia e fissate sulle mascelle. Il corpo è allungato e termina con una lunga coda al termine della quale c'è un aculeo velenoso. Questo aculeo è munito di due piccoli buchi da cui fuoriesce il liquido venefico. Gli scorpioni hanno otto piedi e sei occhi, corrono velocemente e sono soliti incurvare la coda verso terra. Ci sono tantissimi tipi di scorpione in ogni parte del Mondo. In Europa sono lunghi pochi centimetri, in Africa e in India possono raggiungere anche i sedici centimetri. Vivono nei luoghi sabbiosi, ma odiano il sole tanto da prediligere luoghi umidi e coperti, come pietre e massi. Mangiano altri insetti più piccoli (come ragnetti e mosche), ma in genere si nutrono anche di foglie e vegetali. La pericolosità del veleno è inversamente proporzionale alla lunghezza: più uno scorpione è piccolo più il suo veleno è potente e letale. Questo accade perchè la natura ha voluto "proteggere"gli scorpioni più piccoli dai possibili attacchi dei predatori dotandoli di un'arma venefica letale. Ovviamente esistono alcune eccezioni: gli scorpioni europei pur essendo molto piccoli sono del tutto innocui: la sue puntura causa soltanto un pò di gonfiore ed è meno potente di quella di un'ape. Incontrarne uno non desta particolare preoccupazione: lo scorpione è infatti un animale timido che se non minacciato, difficilmente attacca gli altri animali, figuriamoci l'uomo. L'unica specie europea più pericolosa delle altre è il buthus occitanus, riconoscibile per il colore giallo e le chele sottili. Il buthus occitanus si può trovare in Spagna o in Costa Azzurra, ma non è diffuso negli altri Paesi europei. Il suo morso può provocare oltre al gonfiore, febbre alta per due o tre giorni: nel film "Marcellino Pane e Vino il protagonista viene morso da uno scorpione giallo e rischia di morire per la febbre alta: si tratta proprio del buthus. Gli scorpioni dell'Africa e dell'Asia, invece, sono particolarmente pericolosi e ne esistono alcune specie davvero letali di cui non si conosce ancora l'antidoto. Il più velenoso in assoluto è il death stalker originario del Nord Africa e di alcune zone del Centro. I sintomi sono terribili: panico e febbre nei primi minuti, convulsioni e coma nel giro di mezz'ora. Un altro scorpione africano pericoloso è il Leirus quiquestratus, diffuso nelle zone desertiche. Il suo veleno è un mix di neurotossine che provocano l'edema polomonare. Fortunatamente la sua puntura nella maggior parte dei casi non è letale, ma va curata. Ci sono specie di scorpioni africane di grandi dimensioni: solitamente la loro puntura provoca soltanto un dolore lancinante ma il loro veleno è poco efficace: la loro arma più letale sono infatti le tenaglie con le quali uccidono le loro prede. Sullo scorpione esistono molti racconti e leggende: gli antichi conoscevano bene questo insetto, tanto da collocarlo nello Zodiaco tra i dodici segni. Plutarco racconta di aver visto qualcuno mangiare degli scorpioni: in effetti anche oggi in alcuni Paesi del centro America si mangiano comunemente. In altri Paesi invece sono molto buoni gli scorpioni d'acqua cotti. Esiste un arabo, Majed al-Maliki, che ha mangiato 22 scorpioni vivi entrando così nel guiness dei primati. Una donna tailandese ha invece convissuto per 33 giorni in compagnia di 5700 scorpioni velenosi. In India si usa giocare e scommettere con gli scorpioni: solitamente se ne prendono due, si mettono sotto un bicchiere di vetro in cui fa passare fumo di tabacco. Questo fumo li eccita a tal punto da spingerli l'uno contro l'altro in una lotta all'ultimo sangue. La lotta termina sempre con la morte di uno dei due scorpioni. Spesso di parla inoltre di suicidio dello scorpione, quando l'insetto inizia a muovere continuamente la cosa come se volesse colpirsi da solo. In realtà è stato frutto di un esperimento crudele in cui uno scorpione è stato messo in una cintura di brace ardente, costretto a divincolarsi in cerca di una via di fuga. In questo caso lo scorpione muore per il calore, non perchè si punge. Lo scorpione, come tutti gli animali, ha degli strani comportamenti: la femmina ad esempio mangia i suoi figli quando non può trovare altro cibo. Ma in genere lo scoprione è sempre stato ritratto come un animale infido e crudele. Penso molti conosceranno la storia della rana che accetta di portare sulle spella uno scorpione per aiutarlo a guadare il fiume: ebbene la rana fu colpita alle spalle nonostante avesse aiutato l'insetto. Eppure lo scorpione esercita un fascino particolare: nel nostro Paese si era diffusa l'usanza di allevare scorpioni in casa per passione o collezionismo. Il nostro ordinamento consentiva in un primo momento l'importazione di scorpioni da altri Paesi in quanto non compresi nella lista degli animali pericolosi. L'unica norma infatti in materia (del 1992) vietava soltanto l'importazione di rettili e mammiferi. Aveva fatto scalpore il caso di una cassa di scorpioni velenosi del Nord Africa atterrata all'aereoporto di Milano diversi anni fa: in quel caso alcuni di essi erano addirittura fuggiti tra lo spavento degli addetti al deposito. Molti veterinari avevano avvertito sulla pericolosità delle importazioni di animali cosi pericolosi, peraltro destinati al commercio privato e non ai centri di ricerca. Con la legge 213/03 è stato introdotto il divieto di detenere aracnidi pericolosi in casa. In particolare la legge si riferisce a quegli aracnidi (ragni, scorpioni ect..) che possono provocare effetti invalidanti o mortali per l'uomo o che comunque possono costituire pericolo per l'incolumità pubblica. Inizialmente la legge ha dato adito a diverse interpretazioni stante l'assenza di una lista esaustiva che comprendesse tutte le specie "oggettivamente" pericolose per l'uomo". E così nei primi tempi, senza un regolamento applicativo, si è finiti spesso coll'applicare la norma in maniera esageratamente restrittiva, estendendola a tutti gli aracnidi, anche a quelli del tutto innocui. E' stata pertanto istituita una commissione parlamentare nel tentativo di stilare una lista degli aracnidi pericolosi per l'uomo. In seguito l'associazione sull'Aracnologia che ha partecipato indirettamente alla Commissione, ha stilato una lista esauriente sotto il profilo medico e entomologico che però la commissione ha recepito senza però portare a termine l'iter di ratifica della legge. La lista, pertanto, viene utilizzata solo in via ufficiosa, senza un riscontro legale effettivo. A conclusione di questo chiunque detiene un aracnide può incorrere in pesanti sanzioni, come prevede la legge 213/03, a patto di dimostrare sotto la sua responsabilità e a proprie spese, che l'animale detenuto non sia pericoloso per l'uomo. La dimostrazione diventa difficile considerando che non c'è una lista ufficiale e che gli organi addetti al controllo spesso non sono in grado di effettuare adeguati controlli in merito. L'onere di dimostrare la mancata pericolosità di un aracnide ricade oggi unicamente sul detentore, che si assume la piena responsabilità. Ci sono in verità alcune fiere dove è permessa la vendita di aracnidi. Questo avviene grazie alla collaborazione tra privati e enti locali addetti al controllo purchè si rispetti la lista ufficiosa stilata in materia. Ciò significa che chi acquista aracnidi in occasione di fiere è direttamente responsabile del suo gesto e, nel caso ci fossero controlli, dovrà dimostrare che l'animale non è pericoloso per l'uomo. Come visto la situazione è piuttosto ambigua per alcuni aspetti, ecco perchè molti nel dubbio preferiscono evitare di comprare aracnidi, in attesa di un chiarimento legislativo in tal senso.

giovedì 11 febbraio 2010

Arriva Dante's Inferno


Un'interessante rivisitazione dell'Inferno dantesco è quella che ci viene proposta dai realizzatori di Dante's Inferno, uno dei videogame più attesi dell'anno. Nel gioco impersoniamo Dante Alighieri nelle vesti inedite di un cavaliere d'altri tempi chiamato a salvare Beatrice dalle mani della morte. Per farlo dovrà rubarle la falce e affrontare i 9 cerchi infernali, combattendo contro i demoni e i mostri che troverà lungo il cammino. Durante questo viaggio Dante ha la possibilità di assolvere o condannare le anime dannate, di utilizzare alcuni incantesimi e di combattere con armi potenti, che infliggeranno colpi e ferite mortali ai nemici. Il gioco è realizzato molto bene e la grafica è curata nei minimi dettagli: gli scenari e i paesaggi infernali sono inquietanti per non parlare dei demoni da sconfiggere, alcuni davvero terrificanti. Non sono mancate lamentele per via della mancata fedeltà con l'opera dantesca. In effetti però il gioco va visto come tale e non come un rifacimento della Divina Commedia, peraltro inutile quanto inopportuno. La bellezza di Dante's Inferno sta nell'originalità del gioco e nella ricostruzione digitale dell Inferno dantesco, a cui vengono aggiunti importanti dettagli e novità assolute. Il gioco è disponibile nei negozi dal 10 febbraio 2010

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