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sabato 8 maggio 2010

Happy Family


Il nuovo film di Salvatores, Happy Family, racconta la storia di due famiglie, apparentemente diverse, ma piene di profonde contraddizioni. Il titolo Happy Family è un eufemismo: in realtà nascoste tra i sorrisi ci sono tristezza, fobia e insoddisfazione per la vita. Nel film si esorcizza la paura di vivere, quello che impedisce a molti di godere delle piccole cose quotidiane senza farsi affliggere dall’ignoto e dall’imponderabile. Le fobie moderne sono tante, molti ne soffrono ed è difficile superarle: la paura di volare, di incontrare persone, di ammalarsi, di restare soli, di fallire, di perdere i nostri affetti, di innamorarsi, di lasciarsi, di divorziare, di trovarsi al posto sbagliato al momento giusto o di non trovare il tempo per sè stessi e gli altri- E queste sono soltanto le fobie “più grandi. A volte le paure peggiori sono quelle più insignificanti, che si insinuano nel cervello senza trovare via d’uscita, quelle che ci affliggono per la loro pungente ossessione e che arrivano senza un motivo apparente, quasi a volerci sfidare. Ogni personaggio nel film ha paura di qualcosa: la figlia Caterina pensa di emanare cattivi odori perché le rosse solitamente puzzano. I genitori sono preoccupati perché il proprio figlio vuole sposarsi troppo presto e quando capiscono che la sua “promessa sposa” non lo vuole più, si preoccupano che possa diventare gay. E poi c’è il padre-marito scosso per via di un tumore. la moglie che non trova più stimoli per il marito e la nonna “imbranata” che non ricorda le cose e dice di non saper fare i dolci. E poi i figli che non sanno cosa fare della loro vita, la madre apprensiva per la figlia troppo libertina, il marito insoddisfatto della propria vita e del proprio lavoro…insomma ci sono dei veri casi umani da gestire. E chi meglio può farlo se non il protagonista? Fabio De Luigi interpreta non a caso uno scrittore in erba che decide di scrivere un film originale, che possa colpire il pubblico. Per farlo raccoglie diversi personaggi, li fa interagire tra loro, li inserisce in un contesto cercando di intrecciare le loro storie. Il compito non è per niente facile, anche per via delle continue lamentele degli attori, che vogliono ritagliarsi una parte importante nel film. E così la trama non decolla e lo scrittore è costretto a rivedere i suoi piani ritrovandosi catapultato nel suo film e interagendo con i suoi stessi attori. Insomma un film nel film, un intreccio di vite sospese tra realtà e finzione, tra colpi di scena, scene tragicomiche e confessioni introspettive. Salvatores presenta i suoi personaggi in cerca d’autore, cercando di trovare una collocazione che possa renderli unici e particolari. Il regista segue un percorso preciso nello sviluppo della trama: nella prima parte gli attori si presentano al pubblico, raccontando la propria vita e i propri interessi: fase importante perché i personaggi si mettono a nudo confidando le loro debolezze e le loro paure. Successivamente nella seconda parte è il protagonista a rendersi partecipe in prima persona e a farsi conoscere al pubblico: è difficile però intrattenere rapporti con gli attori quando sai che quegli stessi attori sono una tua creazione. Ogni scrittore dovrebbe rimanere fuori dalla storia e concentrarsi sul suo sviluppo, senza farsi condizionare da nessuno. Eppure a volte questo non è possibile. La scena dove vengono lanciati i titoli di coda dopo l’ennesimo buco nell’acqua dello scrittore fa storcere il naso allo spettatore che si riprende quando capisce che è solo un trucco. Il film è un’estremizzazione della vita, dove tutto sembra normale, ma in realtà non lo è. E alla fine viene spontaneo chiedersi se sia meglio essere sé stessi fino in fondo, rischiando di essere tagliati fuori da tutto o fingere di essere qualcun altro per interagire con la società. A voi la risposta.

martedì 16 febbraio 2010

Lo scorpione

Lo scorpione fa parte della famiglia degli scorpionidi le cui estremità boccali (i palpi) sono fatte a tenaglia e fissate sulle mascelle. Il corpo è allungato e termina con una lunga coda al termine della quale c'è un aculeo velenoso. Questo aculeo è munito di due piccoli buchi da cui fuoriesce il liquido venefico. Gli scorpioni hanno otto piedi e sei occhi, corrono velocemente e sono soliti incurvare la coda verso terra. Ci sono tantissimi tipi di scorpione in ogni parte del Mondo. In Europa sono lunghi pochi centimetri, in Africa e in India possono raggiungere anche i sedici centimetri. Vivono nei luoghi sabbiosi, ma odiano il sole tanto da prediligere luoghi umidi e coperti, come pietre e massi. Mangiano altri insetti più piccoli (come ragnetti e mosche), ma in genere si nutrono anche di foglie e vegetali. La pericolosità del veleno è inversamente proporzionale alla lunghezza: più uno scorpione è piccolo più il suo veleno è potente e letale. Questo accade perchè la natura ha voluto "proteggere"gli scorpioni più piccoli dai possibili attacchi dei predatori dotandoli di un'arma venefica letale. Ovviamente esistono alcune eccezioni: gli scorpioni europei pur essendo molto piccoli sono del tutto innocui: la sue puntura causa soltanto un pò di gonfiore ed è meno potente di quella di un'ape. Incontrarne uno non desta particolare preoccupazione: lo scorpione è infatti un animale timido che se non minacciato, difficilmente attacca gli altri animali, figuriamoci l'uomo. L'unica specie europea più pericolosa delle altre è il buthus occitanus, riconoscibile per il colore giallo e le chele sottili. Il buthus occitanus si può trovare in Spagna o in Costa Azzurra, ma non è diffuso negli altri Paesi europei. Il suo morso può provocare oltre al gonfiore, febbre alta per due o tre giorni: nel film "Marcellino Pane e Vino il protagonista viene morso da uno scorpione giallo e rischia di morire per la febbre alta: si tratta proprio del buthus. Gli scorpioni dell'Africa e dell'Asia, invece, sono particolarmente pericolosi e ne esistono alcune specie davvero letali di cui non si conosce ancora l'antidoto. Il più velenoso in assoluto è il death stalker originario del Nord Africa e di alcune zone del Centro. I sintomi sono terribili: panico e febbre nei primi minuti, convulsioni e coma nel giro di mezz'ora. Un altro scorpione africano pericoloso è il Leirus quiquestratus, diffuso nelle zone desertiche. Il suo veleno è un mix di neurotossine che provocano l'edema polomonare. Fortunatamente la sua puntura nella maggior parte dei casi non è letale, ma va curata. Ci sono specie di scorpioni africane di grandi dimensioni: solitamente la loro puntura provoca soltanto un dolore lancinante ma il loro veleno è poco efficace: la loro arma più letale sono infatti le tenaglie con le quali uccidono le loro prede. Sullo scorpione esistono molti racconti e leggende: gli antichi conoscevano bene questo insetto, tanto da collocarlo nello Zodiaco tra i dodici segni. Plutarco racconta di aver visto qualcuno mangiare degli scorpioni: in effetti anche oggi in alcuni Paesi del centro America si mangiano comunemente. In altri Paesi invece sono molto buoni gli scorpioni d'acqua cotti. Esiste un arabo, Majed al-Maliki, che ha mangiato 22 scorpioni vivi entrando così nel guiness dei primati. Una donna tailandese ha invece convissuto per 33 giorni in compagnia di 5700 scorpioni velenosi. In India si usa giocare e scommettere con gli scorpioni: solitamente se ne prendono due, si mettono sotto un bicchiere di vetro in cui fa passare fumo di tabacco. Questo fumo li eccita a tal punto da spingerli l'uno contro l'altro in una lotta all'ultimo sangue. La lotta termina sempre con la morte di uno dei due scorpioni. Spesso di parla inoltre di suicidio dello scorpione, quando l'insetto inizia a muovere continuamente la cosa come se volesse colpirsi da solo. In realtà è stato frutto di un esperimento crudele in cui uno scorpione è stato messo in una cintura di brace ardente, costretto a divincolarsi in cerca di una via di fuga. In questo caso lo scorpione muore per il calore, non perchè si punge. Lo scorpione, come tutti gli animali, ha degli strani comportamenti: la femmina ad esempio mangia i suoi figli quando non può trovare altro cibo. Ma in genere lo scoprione è sempre stato ritratto come un animale infido e crudele. Penso molti conosceranno la storia della rana che accetta di portare sulle spella uno scorpione per aiutarlo a guadare il fiume: ebbene la rana fu colpita alle spalle nonostante avesse aiutato l'insetto. Eppure lo scorpione esercita un fascino particolare: nel nostro Paese si era diffusa l'usanza di allevare scorpioni in casa per passione o collezionismo. Il nostro ordinamento consentiva in un primo momento l'importazione di scorpioni da altri Paesi in quanto non compresi nella lista degli animali pericolosi. L'unica norma infatti in materia (del 1992) vietava soltanto l'importazione di rettili e mammiferi. Aveva fatto scalpore il caso di una cassa di scorpioni velenosi del Nord Africa atterrata all'aereoporto di Milano diversi anni fa: in quel caso alcuni di essi erano addirittura fuggiti tra lo spavento degli addetti al deposito. Molti veterinari avevano avvertito sulla pericolosità delle importazioni di animali cosi pericolosi, peraltro destinati al commercio privato e non ai centri di ricerca. Con la legge 213/03 è stato introdotto il divieto di detenere aracnidi pericolosi in casa. In particolare la legge si riferisce a quegli aracnidi (ragni, scorpioni ect..) che possono provocare effetti invalidanti o mortali per l'uomo o che comunque possono costituire pericolo per l'incolumità pubblica. Inizialmente la legge ha dato adito a diverse interpretazioni stante l'assenza di una lista esaustiva che comprendesse tutte le specie "oggettivamente" pericolose per l'uomo". E così nei primi tempi, senza un regolamento applicativo, si è finiti spesso coll'applicare la norma in maniera esageratamente restrittiva, estendendola a tutti gli aracnidi, anche a quelli del tutto innocui. E' stata pertanto istituita una commissione parlamentare nel tentativo di stilare una lista degli aracnidi pericolosi per l'uomo. In seguito l'associazione sull'Aracnologia che ha partecipato indirettamente alla Commissione, ha stilato una lista esauriente sotto il profilo medico e entomologico che però la commissione ha recepito senza però portare a termine l'iter di ratifica della legge. La lista, pertanto, viene utilizzata solo in via ufficiosa, senza un riscontro legale effettivo. A conclusione di questo chiunque detiene un aracnide può incorrere in pesanti sanzioni, come prevede la legge 213/03, a patto di dimostrare sotto la sua responsabilità e a proprie spese, che l'animale detenuto non sia pericoloso per l'uomo. La dimostrazione diventa difficile considerando che non c'è una lista ufficiale e che gli organi addetti al controllo spesso non sono in grado di effettuare adeguati controlli in merito. L'onere di dimostrare la mancata pericolosità di un aracnide ricade oggi unicamente sul detentore, che si assume la piena responsabilità. Ci sono in verità alcune fiere dove è permessa la vendita di aracnidi. Questo avviene grazie alla collaborazione tra privati e enti locali addetti al controllo purchè si rispetti la lista ufficiosa stilata in materia. Ciò significa che chi acquista aracnidi in occasione di fiere è direttamente responsabile del suo gesto e, nel caso ci fossero controlli, dovrà dimostrare che l'animale non è pericoloso per l'uomo. Come visto la situazione è piuttosto ambigua per alcuni aspetti, ecco perchè molti nel dubbio preferiscono evitare di comprare aracnidi, in attesa di un chiarimento legislativo in tal senso.

martedì 19 gennaio 2010

Il Nuovo Canale Idrachannel



Volevo segnalare un nuovo canale interattivo curato dallo staff di Rivista Idra. Si tratta di Idrachannel, il portale telematico irpino che propone ogni settimana video, interviste e reportage fotografici sul'Irpinia e sulle altre mete turistiche. Il canale propone news, recensioni curiosità e tutte le informazioni utili sul mondo dell'arte e dello spettacolo, passando per lo sport, la musica, il cinema e il teatro. Inoltre ci sono Approfondimenti su itinerari, eventi e tradizioni locali della provincia irpina, con particolare riferimento alla natura, al paesaggio e ai prodotti gastronomici tipici. Idrachannel è su www.rivistaidra.it e su youtube; per conoscere le iniziative in programma basta andare nell'apposita sezione del sito. Potete lasciare anche un commento per dirmi cosa ne pensate. Per visualizzare i video basta premere le frecce direzionali ai lati dello schermo. Se avete problemi contattatemi.

sabato 14 novembre 2009

Orphan e il segreto di Esther


Il film "Orphan" accende curiosità e interesse nello spettatore: la vicenda di Esther, la bambina disadattata e adottata dalla famiglia americana di turno, segue un percorso apparentemente simile a capolavori come "the orphanage" o "the others", ma con profonde differenze strutturali e visive. Esther non è la bambina ossessionata da un passato crudele e impietoso, ma una presenza costante che inquieta ad ogni apparizione. Il comportamento della bambina appare ossessionato, a tratti invadente all'inverosimile, riuscendo a creare quella tensione che tiene incollati alla poltrona fino alla fine. Ma quello che spaventa di più è la profonda maturità di Esther, capace di inserirsi negli equilibri familiari e di sconvolgerli totalmente , come un virus che infetta dall'interno un pò alla volta. La trama introduce una vicenda familiare oltremodo diffusa in America, dove una famiglia americana decide di adottare Esther , una bambina all'apparenza disadattata, che non riesce a fare nuove amicizie e non ama la compagnia dagli altri. La bambina dimostra fin da subito un talento artistico e una sensibilità fuori dal comune: sa suonare il piano, sa dipingere, sa cantare..ma soprattutto possiede una mente calcolatrice e manipolatrice: un pò troppo per una bimba di 9 anni. La bambina manifesta presto alcuni disturbi della personalità e inizia a creare scompiglio attorno a sè, costituendo una seria minaccia per l'equlibrio della famiglia. Il suo passato nebuloso e la sua incerta identità contribuiscono ad infittire il mistero intorno a sè , divenendo presto protagonista assoluta e rendendo inquietante con la sua presenza ogni scena. Esther nasconde, infatti, un segreto importante che non è così immediato e palese come si potrebbe pensare, tanto da ergersi a colpo di scena in un film comunque piacevole per molti aspetti. Il film si sviluppa inizialmente in modo lineare per poi crescere d'intensità, attraverso una spirale di violenza e delirio degna dei migliori maestri del brivido. La storia di Esther sembra quasi riprendere alcune scene di "Misery non deve morire", dove la follia di Anne, dal passato ignoto e apparentemente "sano", invade lo schermo e non lascia spiragli di salvezza, creando quell' atmosfera di terrore claustrofobico che si respira con Orphan. E anche la location è molto simile: il piccolo villaggio montano, le tempeste di neve e la lussuosa casa isolata dal contesto sembrano riprese proprio dal film tratto dal romanzo di King. Non solo: la scena del parco giochi sembra ripercorrere i film di Hitchcock, ricreando la supsance degna dei capolavori del Maestro. Insomma Orphan è un film ricco di spunti interessanti, con una trama classica, ma originale, che si segnala per intensità e carattere.

giovedì 1 ottobre 2009

Ecco win for life!

Il gioco a premi si evolve: dopo il totocalcio, il totogol, il lotto e il superenalotto ecco Win for life il nuovo avvincente gioco della SISAL che consente di vincere un premio in denaro molto consistente, introducendo il concetto di "vitalizio". Quello che distingue questo gioco dagli altri, infatti, è che la vincita non viene erogata in toto al vincitore, ma viene frazionata mensilmente. E' come avere uno stipendio mensile senza lavorare. I 4 mila euro mensili infatti sono garantiti per 20 anni e consentono di poter dormire sonni tranquilli, senza doversi sforzare più di tanto. La logica di questo gioco infatti è quella di garantire a chi vince un premio allettante sì, ma frazionato nel tempo, evitando così lo stress di ricevere tutti i soldi insieme. Ci sono stati di recente casi di persone costrette a scappare dal proprio Paese o a investire il denaro in titolo o in proprietà pur di non disporre di una cifra così alta. La difficile gestione del denaro e la mancanza di una minima esperienza in campo finanziario hanno poi fatto il resto, con la conseguenza che molti hanno dilapidato il proprio patrimonio in pochi anni, sperando di investirlo diversamente. Win for life si pone quindi come soluzione a questo enorme problema: chi vince ha la possibilità di usufruire di una rendita mensile di tutto rispetto, che può servire sia per mantenere la propria famiglia, sia come reddito integrativo al proprio. Per giocare si possono compilare due schedine: o quella da un euro o quella da due: nel primo caso per vincere la rendita bisogna azzeccare dieci numeri su venti più un undicesimo assegnato dal sistema (cosiddetto numerone), nel secondo caso la rendita viene vinta non solo azzeccando i dieci numeri più il numerone, ma anche soltanto il numerone (cioè totalizzando zero punti). Ovviamente esistono anche premi minori: si può vincere anche totalizzando 9 8 e 7 punti (se si gioca un euro) o 0 1 e 2 punti (se si giocano due euro). Un'altra novità importante è che si può giocare ogni ora, dalle 8 alle 20. Durante la giornata ci sono 13 diverse estrazioni in cui usciranno i dieci numeri fortunati. I premi vanno dalla rendita mensile per chi totalizza il massimo (dieci+uno o zero+uno) fino ai due euro per le vincite più basse (7 punti). Totalizzare 10 punti senza il numerone fa vincere almeno 10 mila euro. Giocare quindi conviene, sia per sè stessi (viste le alte probabilità di vincere) sia per il sociale. Il 23% del montepremi infatti viene devoluto all'Abruzzo per la ricostruzione post-sisma. Che aspettate allora?

venerdì 11 settembre 2009

Ritorna X Factor...


Dopo pochi mesi dall'ultimo vincitore, X Factor ritorna ancora una volta sugli schermi RAI. La nuova edizione ha visto l'ingresso di un nuovo giudice, Claudia Mori e la riconferma di Morgan e Mara Maionchi. La prima ha preso il posto di Simona Ventura, che ha deciso di abbandonare il programma per scelta personale, gli altri due, invece, tornano dopo le precedenti esperienze delle passate edizioni. La scelta dei giudici non è stata casuale: la produzione ha puntato ad un trio ben assortito, con competenze musicali e artistiche indiscusse. Claudia Mori si è subito segnalata per la sua professionalità ed esperienza. Anche se è mancata durante alcuni provini, Claudia si è dimostrata abile nello scegliere i 4 componenti del suo gruppo, gli over 25. Di questa categoria spicca il nome di Damiano, che molti ricorderanno nella passata edizione per la sua storia particolare: da attrezzista a possibile partecipante di X Factor: Morgan non l'aveva preso per un soffio. Dopo l'exploit dei Bastard Sond of Dioniso, secondi classificati della scorsa edizione, a Mara Maionchi sono stati attribuiti di nuovo i gruppi musicali. Quest'anno il livello delle band che si sono presentate è notevolmente migliorato: la scelta di Mara non è stata delle più semplici. Alla fine sono stati scelti 4 gruppi, che faranno sicuramente parlare di sè. Tra questi si segnalano le Yavanna, che molti vedono come possibile rivelazione del programma: le ragazze che non si erano presentate lo scorso anno pur avendo superato il primo step, sono state prese per la terza edizione del programma per la loro indiscussa bravura nel canto. La categoria del "pirata" Morgan è invece quella dei giovani. Nelle passate edizioni Morgan è stato l'unico tra i giudici ad aver avuto tutti e 3 le categorie dei cantanti. Poichè negli ultimi due anni ha già vinto con gli Aram Quartet e Matteo Becucci, quest'anno potrebbe essere proprio la volta di un giovane. Dei 4 selezionati da Morgan spicca la giovane Chiara Ranieri, una ragazza non proprio "appariscente" televisivamente parlando, ma dotata di una voce straordinaria. A quanti vedono nella scelta di Morgan la volontà di proporre una storia alla "Susan Boyle, molti rispondono che è difficile non rimanere incantati dalla voce di Chiara e che sarebbe stato ingiusto non darle questa opportunità. Gli artisti in gara quest'anno sono tutti molto bravi. Se n'è accorto il pubblico, lo sanno i produttori e i giurati, ne sono consapevoli gli stessi artisti in gara. Arrivare primi però non ha portato molto bene ai vincitori delle passate edizioni. Se degli Aram Quartet si è sentito parlare poco, neanche Matteo Becucci si è segnalato tanto in questi mesi. Cosa che non si può dire dei secondi classificati: Giusy Ferreri e i Bastard Sons of Dioniso, hanno sicuramente avuto un successo di ascolti notevole. Senza dimenticare Noemi, che oggi duetta con Fiorella Mannoia e Jury che ha dimostrato di piacere molto al pubblico. Per ovviare a questa "tendenza", la produzione del programma ha deciso che il prossimo vincitore di X Factor parteciperà a Sanremo come Big. Certo non è detto che vincerà il Festival come Marco Carta un anno fa, ma è comunque una "mossa astuta" per dare spessore al programma e per attirare giovani a Sanremo. Vedremo cosa succederà quest'anno. Nell'attesa vi pongo alcuni interrogativi...
1) Riuscirà Morgan a trionfare di nuovo con la sua categoria?
2) Ci sarà una nuova Giusy Ferreri o un nuovo gruppo come i Bastard? (tipo i Porno Stuntman?3) Chi potrebbe vincere secondo voi X Factor quest'anno?
4) Quale sarà il destino del vincitore di X Factor? la partecipazione a Sanremo lo porterà al successo?
4) E' giusto secondo voi l'ingresso di nuovi talenti durante il programma?
5) Quali saranno i rapporti tra i giudici dopo l'ingresso di Claudia Mori?
6) Preferite Simona Ventura o Claudia Mori come giurato nel programma?
7) Secondo voi X Factor in Italia potrà raggiungere gli ascolti e il successo record che ha avuto e sta tuttora avendo in Inghilterra?
Qui sopra il video di Chiara Ranieri che mi ha emozionato particolarmente...CLICCA


lunedì 20 luglio 2009

In arrivo i giorni più caldi dell'Estate...

Ebbene ci siamo ragazzi: l'Estate è entrata nel vivo e vuole rimanerci per almeno un bel pò. Fin qua niente di strano, considerando che siamo a luglio, il mese più caldo per eccellenza negli ultimi anni. Quello che più preoccupa sono i fenomeni meteo estremi, quelli che non hanno mezze misure e che si si alternano in modo drastico e repentino apportando condizioni di anomala freschezza o di caldo torrenziale. Ebbene stando alle ultime analisi, dopo alcuni giorni di "insolito" maestrale, vento più consono ai periodi autunnali, ecco che si profila un'altra ondata di caldo intenso. Questa volta però ci sono tute le condizioni per poter parlare di caldo anomalo, quello che si manifesta in modo opprimente, subdolo e plateale. Già da domani e per i restanti due giorni le temperature sono destinate a crescere. Ma da giovedì le condizioni del tempo, dicono gli esperti, assumeranno caratteristiche tropicali, con picchi di temperature oltre i 40 gradi (in Sicilia, Sardegna e Puglia si supererà quota 42). Il continuo afflusso di aria calda che si protrarrà almeno fino a domenica, proseguendo in modo più attenuato nei giorni dopo. Quello che infatti preoccupa non è l'intensità del calore, ma il prolungarsi per diversi giorni dell'afa. Sintomo che ormai il clima sta assumendo dalle nostre parti connotazioni africane. E' vero che siamo nei mesi più caldi dell'Estate, ma in clima del nostro Paese è sempre stato prettamente mediterraneo, con estati calde ma gradevoli. Questo incattivirsi del clima è un aspetto che dovrebbe far riflettere, anche alla luce dei continui cambiamenti del tempo (si passa sempre più spesso dal caldo torrido a violenti temporali, che spesso provocano alluvioni e allagamenti in molte città). Credo che questo sia uno dei problemi più delicati da affrontare perchè è diretta conseguenza dell'opera dell'uomo, che ha stravolto in alcuni casi i ritmi dell'ambiente, creando condizioni a dir poco preoccupanti per la salute del nostro Pianeta. E in attesa dela bolla di calore, che segnerà i giorni più infuocati dell'Estate 2009, siamo sempre più proiettati verso un futuro a tinte fosche, almeno climaticamente parlando. Per utti gli aggiornamenti sulla situazione cliccate sui siti di Il Meteo.it e Meteogiornale.it .

domenica 28 giugno 2009

Michael Jackson: scompare l'icona pop degli anni 80


La morte di Michael Jackson è riuscita a sconvolgere un pò tutti, tanto che la notizia nel giro di poche ore ha assunto dimensioni spropositate, arrivando in ogni angolo del pianeta. Prima di questo evento non era chiaro quanti fossero nel Mondo i fans di Michael: adesso che è morto, è ancora più difficile stabilirlo. Ai seguaci del "moonwalker" , fedelissimi e a migliaia nel Mondo, si sono aggiunti quanti sono riusciti a cambiare opinione sul cantante, attribuendogli doti artistiche e professionali indiscusse. Per l'esattezza sono venute a formarsi due opposti schieramenti: da un lato quelli che apprezzano Michael Jackson sia come persona che come artista, rimarcando le sue indiscusse capacità artistiche e dall'altro quelli che pur non mettendo in dubbio il suo grande talento, continuano ad avere dubbi sulla sua conduzione di vita e sulla sua integrità morale. Le vicende giudiziarie che hanno riguardato Michael Jackson hanno sicuramente lasciato il segno nell'opinione pubblica e sono state il campanello d'allarme del lento declino che ha travolto il cantante americano. La notizia di un suo ultimo tour aveva riacceso le speranze dei tantissimi fans, entusiasti all'idea di assistere ad una nuova performance del''artista dopo anni di assenza dai palcoscenici. Tant'è che in rete giravano già le foto e i video delle prove che il cantante stava effettuando per il suo ultimo tour. Questo materiale, insieme ai video e ai pezzi più famosi è destinato ormai a rimanere negli annali insieme all'immagine dell'artista che lo ha realizzato.
Il successo di Michael Jackson risale agli inizi degli anni '80, quando i suoi pezzi più famosi (tra cui il celeberrimo "Thriller") approdano nelle classifiche di mezzo Mondo, rimandendo per molte settimane ai primi posti. Il successo del cantane coincide con gli anni della mia infanzia, quando mi approcciavo per la prima volta alla musica e ai suoi canoni. Ho parecchi ricordi di questo artista alcuni dei quali legati ad una fase della mia vita che ogni tanto riaffora in modo naturale e istintivo. 1. Ascoltavo le canzoni di Michael Jackson alla radio, quando ancora non esistevano i cd e le audiocassette erano privilegi per pochi: Beat it, smooth criminal, Billie Jean e Thriller erano pezzi che spopolavano su tutte le principali stazioni radiofoniche. L'unico modo per "riascoltarle" era registrarle su una cassetta vergine quando le beccavo: ricordo che ogni volta era un'impresa e la qualità audio non era "eccellente", ma mi accontentavo. 2. Il ricordo in assoluto più bello risale ad una quindicina di anni fa, quando, all'età di 16 anni, ho assistito ad un performance di Thriller organizzata dagli animatori di un villaggio. E' stata veramente divertente ed emozionante: tutte le persone che vi hanno preso parte avevano imparato bene i passi ed erano vestiti tutti da zombie. Da quel momento penso di aver apprezzato ancora di più la musica di Michael Jackson. 3. Il video di "Thiller" è quello che mi è rimasto sicuramente più impresso: il modo con cui è stato realizzato, la durata eccessiva e la coreografia "spettrale" rappresentano una novità assoluta nela panorama musicale di quei tempi. Non è un caso che questo sia stato il video più visto al Mondo ed è stato ripreso da numerose compagnie teatrali e di danza. 4. Quando capitava di distrarmi con i videogames ricordo il celebre "moonwalker" edito "sega mega drive" un cult dei videogiochi dove si doveva impersonare Michael Jackson alle prese con una banda mafiosa. 5- Credo che tutti più o meno abbiano provato a riprodurre il famoso passo all'indietro di Michael Jackson, meglio conosciuto come Moonwalker. Ebbene sì, lo ammetto, anche io da piccolo mi cimentavo in questo passo, con scarsi risultati. 6. Un episodio che mi ha riguardato da vicino, considerati i miei studi, ha riguardato la contesa tra Michael Jackson e Albano per un presunto plagio di cui il cantante pugliese ha accusato l'artista americano. La vicenda giudiziaria si è conclusa snel 1999 quando il Pretore di Roma ha condannato Michael Jackson ad un risarcimento di 4 milioni perchè tra le due canzoni "I Cigni di Balaka" e "Will you be there" ritmo e tema sono uguali. Ebbene questa vicenda ha fatto scuola ed è stata riportata dai più illustri interpreti del diritto d'autore. 7. Nel corso degli anni i ricordi di Michael sono rimasti un pò questi: probabilmente le vicende che lo hanno riguardato a livello mediatico hanno oscurato un pò la sue recenti performances. Ma si sa quanto sia difficile riuscire a confermarsi quando alle spalle si è avuto un successo così ampio.

giovedì 25 giugno 2009

Un percorso di studi standard...

Sono passati molti anni da quando ho sostenuto gli esami di maturità e ogni volta che si ripetono avverto sempre la stessa sensazione di distacco fittizio, come un qualcosa che non mi appartiene più, passandomi davanti come un treno in corsa. Eppure più ci penso e più mi accorgo che non è così. Non posso far finta che quello non sia stata una tappa importante nella mia vita, un ostacolo messo lì apposta per essere superato. In realtà l'esame di maturità è stato per me questo e altro. L'avventura della maturità, come dice il termine stesso, è un momento catartico che ti proietta in avanti, in un limbo dove ti trovi a gareggiare da solo e ad affrontare le prime vere "prove" selettive. Anche se può sembrare un punto di arrivo, a conclusione di un percorso di studi, la maturità è in realtà un trampolino di lancio verso un mondo pieno di sfide e scommesse, irto di insidie ed ostacoli. Il primo vero esame, dove gareggi da solo, vieni giudicato da una commissione e affronti il primo vero ventaglio di prove scritte e orali. Certo non è come sostenere un esame universitario o un concorso, anche perchè sei sempre a contatto con i compagni e i professori di corso e la prova si svolge tra le mura "amiche" della scuola. Il difficile arriva dopo: l'esame universitario comporta già delle difficoltà in più. In primo luogo non è una prova "una tantum", ma è una prova che si ripete nel tempo: il numero mimino di esami si è progressivamente innalzato negli ultimi anni, e ciò a discapito degli studenti, costretti a dover affrontare molti esami nel giro di pochi mesi. Una cosa da non sottovalutare. poi. è che ci si ritrova in un ambiente nuovo, molto più dispersivo del precedente, dove i corsi sono frequentati da centinaia di persone e dove per ogni esame vengono esaminati più candidati alla volta. Inoltre è opportuno adottare un diverso metodo di studio, che va appreso per gradi e con costanza: studiare su interi manuali e ricordare bene le cose comporta una preparazione a tappe che può durare anche mesi. Senza considerare che spesso i libri adottati non sono proprio il massimo della chiarezza. Dopo la laurea, il percorso di studi continua con i concorsi pubblici, che comportano un ulteriore sforzo, quello gestionale. Mentre l'Università prevede infatti un percorso, fatto di corsi, esami e seminari, i concorsi prevedono una preparazione duratura nel tempo che non è scandita da prove "interne" o "da un percorso organizzativo": i concorsi vanno affrontati "in modo "adeguato, cercando di avere una preparazione di ampia veduta su ogni materia richiesta. Inoltra la preparazione va estesa alle prove selettive, dove al di là della preparazione, è la memoria spesso a giocare un ruolo essenziale. In ogni concorso, inoltre, c'è una componente in più da considerare: oltre a dover "gareggiare" da soli, c'è l'opzione "dentro o fuori": non basta superare le prove o avere l'idoneità: per vincerlo serve primeggiare sugli altri concorrenti. Pertanto all'elemento gestionale, che già occupa un ruolo essenziale, si aggiunge quello "selettivo" per il quale si concorre per un numero di posti dove non tutti rientreranno. Ed è qui che subentrano ulteriori componenti, quali fortuna, intelligenza, furbizia e preparazione. Il percorso di studi "standard" non è una passeggiata, ma un viaggio lungo e faticoso, dove si ci deve impegnare molto, facendo spesso dei sacrifici. Solo la costanza, la preparazione e un buon metodo di studio possono fare la differenza, senza dimenticare una buona dose di fortuna che non guasta mai.

venerdì 5 giugno 2009

La connessione wifi gratuita nel Mac Donald

Grandi novità per gli utenti della rete: a partire da oggi in tutti i Mac Donald sarà possibile utilizzare internet grazie alla linea wi-fi gratuita e illimitata. Questo servizio, già operativo in alcune catene di ristoranti e bar americani (come Starbuck's), consentirà ai clienti del Mac di navigare in rete tramite iphone, portatile o telefono cellulare, in modo immediato e diretto. La notizia, gia nell'aria da mesi, è rimbalzata solo da alcuni giorni per la felicità dei tanti navigatori del web che lamentavano la scarsa diffusione delle linee wi-fi gratuite soprattutto nei piccoli centri urbani. Questo servizio permetterà di accedere ad internet con qualsiasi dispositivo wi-fi, senza dover possedere per forza una chiavetta di navigazione. E questo è senza dubbio un grande passo in avanti verso la liberalizzazione della rete telematica, cosa che si è raggiunta in molte città americane ed europee, dove è possibile navigare gratis, visitare i siti turistici, scaricare mappe, chattare e ascoltare musica mentre si cammina comodamente per strada. La cosa non poteva ovviamente lasciarmi indifferente, considerato che navigo su internet per diverse ore al giorno. E nonostante non lo frequenti molto, credo che da oggi avrò un motivo in più per andare al Mac Donald. E mentre gusterò un Gourmet o un Big Mac potrò anche messaggiare e controllare la posta, aggiornare il mio blog e visitare i miei siti preferiti. Non male, davvero.

domenica 31 maggio 2009

Il fenomeno Susan Boyle


Susan Boyle, la simpatica signora che ha incantato tutti durante lo spettacolo del Britain's Got Talent grazie alla sua voce da usignolo, non è riuscita a vincere la finale del programma. Nonostante i pronostici fossero tutti per lei, il premio di 100000 sterline è andato al gruppo di ballerini dei Diversity, che hanno sfoderato una performance degna di grandi artisti. Susan Boyle ha commentato la vittoria del gruppo di ballerini in modo positivo sottolineando come a vincere siano stati i migliori. La cantante, che aveva superato brillantemente la semifinale solo un paio di settimane fa, è comunque riuscita ad ottenre il secondo piazzamento, riuscendo ancora una volta ad incantare il pubblico con la "sua" I dream a dream", tratta dai Miserabili. La donna nonostante la mancata vittoria nel Talent Show, è diventata comunque una celebrità in tutto il mondo: in meno di due settimane la sua prima performance al Britain's Got Talent ha fatto registrare il record di visite su youtube, senza contare le diverse apparizioni in programmi e network inglesi. Ed ora ad attenderla c'è un futuro ricco di progetti e opportunità di lavoro. Sono già 5 le case di produzione interessate a trarre un film dalla sua storia e presto uscirà anche uscirà anche un libro autobiografico. Nel giro di un mese sarà in vendita poi un album contentente alcuni brani del suo repertorio, mentre sono tante le richieste che insistono per una sua presenza in show concerti e ricorrenze. Niente male davvero, per una signora scozzese che poco tempo fa era disocccupata e viveva da sola con il suo gatto. Niente male, se si considera che Susan non era mai stata baciata da un uomo ed ora è molto richiesta anche in quell'ambito. Il ciclone Susan Boyle si è abbattuto in tutto il Mondo tanto che la donna è ormai considerata una star e un' icona mediatica. Nel giro di pochi mesi sono rimbalzate notizie di nuovi talenti canori. La Cina per esempio sembra aver trovato la sua Susan in una signora di 79 anni, Wu Baiwei, vedova e nonna con nipoti, che ha sbaragliato tutti al programma cinese Super Girl. In America, invece, c'è un signore di 73 anni, Fred Bowers, che ha incantato tutti con la sua breakdance (e si sa come negli USA siano molti critici verso chi pratica questa disciplina). Come se non bastasse sembra che nel gioco Sims 3 sarà presente anche il personaggio di Susan, con la possibilità di interagire con esso. Addirittura sembra che Andrew Lyod, il guru dei musical di successo, abbia già in mente una parte studiata appositamente per Susan. Secondo quanto avrebbe dichiarato Andrew, Susan è adatta per alcuni musical di successo come "Evita", per via della sua voce ad angelo che conquista al primo ascolto ,lasciando a bocca aperta iò pubblico. Ma la casalinga scozzese si è anche segnalata all'attenzione dei media per aver rifiutato una cena con il presidente americano Barack Obama, si proprio lui. La donna avrebbe rifiutato di partecipare alla cena annuale alla Casa Bianca con i giornalisti accreditati. Alle persone che le hanno chiesto il motivo del rifiuto, lei ha risposto "preferisco rimanere col mio gatto, è troppo per me" E cosi ha scelto di rimanere da sola guardando la tv, piuttosto che cenare con personaggi del calibro di Demi Moore e Tom Cruise. Questo dimostra come Susan sia anche una persona umile e coraggiosa, oltre che una grande artista. Nonostante il successo le sia piovuto dal cielo in modo inaspettato, è rimasta sempre con i piedi per terra, rimanendo ancorata ai suoi principi e valori: un grande insegnamento per tutti. La donna ha trovato anche il modo di rilanciare il suo aspetto, mostrandosi sempre più bella e curata nel corso delle fasi dello show: dalla selezioni alla finale il suo look è cambiato radicalmente, dimostrando cosi che, se c'è volontà e costanza, anche i brutti anatroccoli possono diventare cigni. Qui di seguito eccovi alcuni video delle sue apparizioni al programma. Sopra quello della finale. 1CLICCA 2CLICCA

domenica 3 maggio 2009

Franklin, film psicologico e visionario

Se dovessi descrivere Franklin con due aggettivi direi senza dubbio "visionario" e "insolito": nel primo caso somiglia molto ad un sogno parallelo, dove la vita di qualcuno diventa motivo per intrecci e storie a catena. Nel secondo caso si capisce fin da subito che non si tratta di un film come tanti altri : le immagini e le scene iniziali danno l'idea di qualcosa di inconsueto, enigmatico e sfuggente, qualcosa di non chiaro o definito che allontana ogni minima parvenza classica. E anche se sembra tutto cosi lento e pacato, la vicenda non conosce sosta e si snoda lungo un percorso che si arricchisce sempre di nuovi dettagli Si tratta infatti di una storia che si comprende solo andando avanti, con un occhio a quello che è già successo dietro: i personaggi hanno tutti una loro identità e un obiettivo ben preciso e sono alla ricerca di un qualcosa che se rapportato sè stessi acquista un valore nascosto e prezioso. Il padre che cerca il figlio dà l'idea della ricerca di un qualcosa dimenticata per strada, mai goduta e rimpianta. La donna con istinti suicidi riflette l'immagine della figura "tormentata", stanca della vita e dei suoi inganni. Il ragazzo che vede la "donna della sua vita", invece, rappresenta la voglia di evadere e sognare a occhi aperti e magari di trovare una persona "immaginaria" che ci corrisponda appieno, senza esprimere giudizi.. E poi c'è il guerriero della notte, colui che immagina un Mondo parallelo, vicino al nostro, e dimenticato da tutti, persino da Dio. Un posto chiamato "città di mezzo" dove ognuno ha bisogno di credere in qualcosa, perchè è quello a rappresentare il principale segno di riconoscimento. Un"Mondo" popolato da umani devoti alle fedi più inconsuete, dove tutto scorre veloce e antico. E in questo inno "alla religione e alle sue espressioni inusuali, l'uomo senza volto è l'unico a non avere fede: l'unico obiettivo prefissato è di salvare una bambina e stanare il capo di una setta, chiamato "individuo" ed è disposto a tutto pur di raggiungere il suo intento. Quello che accade dopo è il giusto seguito a quanto descritto finora: per uno strano gioco del destino le storie dei 4 protagonisti troveranno un epilogo insolito e inaspettato, pieno di significati profondi sulla vita. Tutto quello che era rimasto inespresso nella prima parte del film, riuscirà a trovare una sua forma di espressione finale. Sarà un proiettile a cambiare le sorti dei giochi, un oggetto piccolo, quasi insignificante, cosi infimo e subdolo nel suo modo di agire, da insinuarsi nella vita delle persone e sconvolgerne le sorti in maniera indelebile. E dove non c'è spazio per i sogni onirici è li che subentra la realtà dei fatti, con la sua dose di oggettiva certezza.

Pedesina, il comune più piccolo d'Italia

L'Italia è un Paese ricco di borghi e piccoli centri: se ne contano a migliaia, tutti con le loro radici storico-artistiche. Pedesina è il comune più piccolo d'Italia e si trova in provincia di Sondrio: immerso nelle valli della Valgerola, nei pressi delle Alpi Orobie, il paese conta solo 37 anime, ripartiti in 17 uomini e 17 donne, di cui 3 anziani oltre gli 80 anni, due ragazzi e una sola bambina. Il dato che più incuriosisce è che ben 11 persone fanno parte dell'amministrazione comunale. Pedesina infatti ha un sindaco, un vicesindaco e altri 9 tra assessori e consiglieri del comune. Facendo un paragone è come se a Roma un milione di persone facesse parte dell'amministrazione comunale. L'altro dato interessante è quello relativo all'occupazione: dei 37 individui che abitano il comune, ben 19 hanno un lavoro. Ciò vuol dire che il 58,8 % degli abitanti svolge un'attività e che il tasso di disoccupazione è quasi nullo. Delle 150 costruzioni che fanno parte del paese, solo una ventina sono occupate dagli abitanti: la maggior parte sono strutture comprate da impenditori che provengono da varie città lombarde e svizzere. Di recente si è parlato di Pedesina in relazione alla soppressione dei piccoli comuni dovuta ai tagli in politica. L 'inchiesta, in particolare, è stata svolta dal programma Ballarò e dal telegiornale di raidue: mentre negli altri Paesi europei si adottano politiche di conservazione, economia e adeguatezza, volte all'accorpamento dei piccoli comuni, in Italia le cose vanno in un'altra direzione. Il decentramento amministrativo e l'assegnazione dei compiti più importanti alle istituzioni più vicine ai cittadini se, da un lato, ha conferito più potere ai comuni e alle città metropolitane, dall'altro ha messo in risalto il problema dei piccoli centri, ognuno con una propria organizzazione interna, che comporta spese e costi per la società. Se da un lato quindi si punta a conservare le tradizioni e le usanze del nostro Paese, dall'altro esiste comunque un problema oggettivo di organizzazione che richiede un'analisi attenta da parte delle istituzioni. Qui di seguito ci sono altre informazioni sul comune di Pedesina, un vero gioiello incastonato tra le montagne ai confini con la Svizzera. CLICCA

lunedì 20 aprile 2009

Alcune riflessioni su facebook...

Facebook è ormai diventato il social network più usato in Italia. Hai voglia a dire "non mi iscrivo, non mi piace, non me gusta": fatto sta che sempre più persone decidono di iscriversi sul sito, nonostante i dubbi e le perplessità. E' opportuno quindi chiarire alcuni punti,. per consentire a quanti si avvicinano a Facebook di capirne un pò di più.
1) Facebook è un sito dove tutto è alla portata di tutti. Hai voglia a dirlo e a spiegarlo: se inserisci le tue foto o notizie personali queste diventano pubbliche. Una tua foto può essere salvata anche da persone che non fanno parte del tuo giro e che potresti non conoscere 2) Diciamo la verità: nessuno guarda i profili di tutti, a meno di non avere pochi amici. Se hai 270 contatti, difficilmente vai a vedere il profilo di tutti e ti limiterai a vedere sempre i soliti. 3) Chi non lo ha mai fatto, non può sapere cosa significa essere taggati: non meravigliarti se le foto vanno a finire sulla tua bacheca: se sei taggato è la cosa più ovvia che ti possa accadere e nulla ti vieta di eliminare il tag. 4) Tutti si lamentano della nuova interfaccia di facebook dicendo che è troppo "complicata. Eppure ti è bastata una settimana per abituartici e non penso che ora torneresti indietro. 5) Ricorda che su facebook il concetto di amicizia è molto amplificato. Ammettilo..non hai una cerchia cosi ampia di amici. La maggior parte di loro sono solo dei conoscenti. A volte le persone che frequenti non sono neanche iscritte su fb. 6) L'home page di fb è diventata un accumulo di messaggi idealistici e morali in cui molti credono di rispecchiarsi. Non facciamo di tutta un'erba un fascio:ritrovarti nelle cose vuol dire soltanto che sei uguale come gli altri e tu sei diverso da ogni altra persona, ricordalo. 7) Se devi raccontare la tua vita non scrivere cose del tipo "mi sono alzato, sono al lavoro, sto andando a dormire..." Non penso possa importare a qualcuno. Meglio lasciare un messaggio che ti rappresenti o, meglio, qualche frase particolare che solo i tuoi amici possono capire. 8) Avrai notato che la chat di fb oltre che "lenta" e "piccola" è anche un pò scomoda e invasiva. Quante volte hai ricevuto messaggi in chat a cui hai risposto solo ore dopo? Il problema è che quando sei su fb ti dimentichi di essere facilmente reperibile e se ti contattano magari sei tranquillamente in cucina a mangiare. 9) C'è gente che decide, giustamente, di iscriversi con un nome falso. Credo sia un diritto di tutti. Ma se sei tu a decidere con chi condividere le tue notizie, perchè usi un nome intentato? Anche se qualcuno ti trova puoi sempre rifutare o ignorare l'amicizia. E poi facebook si distingue proprio per questo: ognuno si mostra con il proprio nome effettivo, altrimenti sarebbe uguali agli altri social 10) Prova a chiedere in giro: perchè usi facebook? Molti ti diranno che è utile per ricordarsi dei compleanni. Ma la verità è un'altra: a tutti piace farsi i fatti degli altri. Se poi per ricordarsi dei compleanni serve questo vuol dire che dobbiamo veramente cambiare amicizie ( se di amicizia si può parlare) 11) Diffida da chi conosci poco e ha un profilo pubblico con poche informazioni: sicuramente il suo obiettivo è aggiungerti per leggere le tue notizie e guardare le tue foto. Anche su fb vige il principio do ut des. Se non condividi nulla non puoi pretendere di avere troppi amici.12) Ricordati infine che quando sei su fb non sei da solo: in realtà c'è sempre qualcuno che ti spia o che è pronto a contattarti. La migliore arma è la prevenzione: elimina i contatti superflui, riduci la tua cerchia di amicizie e evita di aggiungere persone che non conosci o di cui non hai amici in comune.

Regali futuristici


World Builder from Bruce Branit on Vimeo.
Immagina uno spazio vuoto ed etereo, dove il tempo non ha dimensione. Immagina di essere tu a governarlo dettando le regole e i tempi.In questa riproduzione futuristica l'uomo costruisce interi palazzi sfruttando le ultime innovazioni tecnologiche, attraverso semplici movimenti. Gli oggetti partoriti dalla mente umana, acquistano forma e dimensione, divenendo una solida realtà. Il filmato che voglio proporre è però intriso di significati ben più profondi. Un ragazzo decide di costruire una città virtuale per la sua ragazza. Bastano pochi attimi e lei si ritrova a passeggiare tra le stradine piene di fontane, fiori e palazzi antichi. La donna sorride e non riesce a credere ai suoi occhi, tutto è luminoso e incontaminato. E' senza dubbio il regalo più bello che abbia mai ricevuto. Quando la città svanisce, lui le tende la mano nella sala ospedaliera, contento di averla resa felice e di averle dimostrato ancora una volta il suo amore. Lei è in coma, immobile nel suo letto e ha percepito ogni cosa. Un giorno, forse, realizzeremo anche noi mondi virtuali e magari potremmo donarli alla persona a cui vogliamo più bene.

martedì 7 aprile 2009

I soccorsi le iniziative i numeri utili da chiamare

Anche noi possiamo fare tanto per aiutare le popolazioni dell’Abruzzo. Qui di seguito ci sono alcuni numeri utili, per fare donazioni in denaro, dare ospitalità alle persone sfollate o per donare il sangue. 

Per donare un euro a favore delle popolazioni colpite mandare un sms al 48580 da cellulari tim vodafone e wind. Per donare 2 euro chiamare il numero 48580 da telefoni fissi telecomitalia. 

Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it.

Per volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201. Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627. 

Per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali, per Pescara: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687. Per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell’Avis più vicine:http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545. 

Per fare donazioni: Raccolta fondi Croce Rossa Italiana: Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo; Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo; Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html. 

Per enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con la associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c’è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico. Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201

Terremoto in Abruzzo: cronaca di un disastro


Una scossa sismica di magnitudo 5.8 della scala Richter ha colpito il cuore dell’Abbruzzo causando morti e distruzione. I dati sono impressionanti: più di 200 morti, di cui 40 non ancora identificati, 17 dispersi e oltre 1500 feriti. Gli sfollati sono saliti a 17 mila, tutti senza una dimora, costretti a passare la notte nelle tendopoli allestite dai soccorritori o in alloggi di fortuna. Le cifre però non danno l’idea della portata dell’evento, il più disastroso dall’inizio del millennio. Nel capoluogo abbruzzese molti edifici sono stati danneggiati, tra cui l’ospedale centrale e la Prefettura. Gravemente colpite anche le Chiese cittadine, le scuole e la casa dello studente, di cui è crollata un’intera ala. Interi Paesi dell’hinterland sono andati distrutti: Onna e Paganica sono città fantasma: qui gli abitanti hanno perso tutto e le case ancora in piedi si contano sulle dita delle mani.Non va meglio nei comuni limitrofi, dove si segnalano crolli e smottamenti. La cronaca: La scossa più violenta è avvenuta alle 3.32 di notte, preceduta da altre due scosse di magnitudo inferiore. In meno di 30 secondi sono venuti giu palazzi, case, intere strutture pubbliche, travolgendo persone e cose. Molti sorpresi nel sonno, sono rimasti schiacciati nelle loro case, . Altri sono riusciti a scappare senza avere nemmeno il tempo di capire cosa stava accadendo. Altri ancora sono rimasti intrappolati tra le macerie, ma sono riusciti a mettersi in salvo per miracolo grazie ai soccorritori. Nelle precedenti settimane c’era stato uno sciame sismico che aveva allertato la popolazione abbruzzese, ma che certo non sembrava presagire quello che poi è avvenuto. In una manciata di secondo il terremoto ha cancellato vite e secoli di storia, seminando il panico tra i sopravvissuti. Le strade dell’Aquila sono invase da calcinacci e pietre: molte mura dei palazzi sono pericolanti, mentre in alcuni punti del manto si sono aperte alcune voragini. Il movimento tellurico è stato di tipo sussultorio: ha sventrato le case dall’interno, lasciando spesso intatte le sole pareti esterne degli edifici. Gran parte dei palazzi del centro storico, di stampo medievale, hanno subito danni rilevanti. L’intera città è rimasta deserta, le case sono state abbandonate e la gente si è radunata nel campo sportivo della città o nel centro di accoglienza istituito in piazza. Molti hanno passato la notte nelle tendopoli, altri hanno preferito dormire in macchina e rimanere nei pressi della propria casa, per scongiurare azioni di sciacallaggio. Nelle strade sono all’opera soccorritori, volontari accorsi da ogni parte d’Italia nel tentativo di trovare persone ancora in vita. Tante le reazioni nel Mondo politico: il Governo si è già mobilitato e ha stanziato dei fondi per dare aiuto alle popolazioni terremotate. Secondo Bertolaso si tratta della tragedia più grande dall’inizio del Millennio: già nel 1997 c’era stato un altro terremoto che aveva scosso le Marche e l’Umbria, causando molte vittime: ad Assisi la Basilica di San Francesco aveva riportato seri danni. Questo dell’Abbruzzo è stato uno dei terremoti più violenti che si ricordano in Italia, avvertito distintamente in tutto il centro Italia e anche in alcune regioni del Nord e del Sud del Paese. Lo testimoniano le cifre, in continuo aggiornamento e l’estensione territoriale che ha riguardato il sisma. Le immagini del video sopra si riferiscono  pochi attimi dopo il terremoto avvenuto in piena notte. 

Ecco alcuni video presi su you tube che testimoniano l'evento: CLICCA video edizione straordinaria del tg. CLICCA - le prime testimonianze della tragedia. CLICCA Ancora testimonianze del sisma. CLICCA Le prime ore dopo il terremoto.


 

lunedì 30 marzo 2009

Push...considerazioni sparse


Titolo originale per un film d'azione, nemmeno troppo "atteso", se non fosse per il richiamo invitante offerto dal regista di "Slevin" Patto criminale. Push è un'immersione globale in un Mondo pieno di incognite, di misteri e speranze vane. In una Hong Kong proiettata in avanti, dove le classi la fanno da padrone e dove si susseguono esperimenti per rendere la stirpe umana invincibile, alcuni uomini si mettono in gioco riscoprendosi eroi, pronti a sfoderare i loro poteri. Tra le classi "descritte" spiccano i veggenti, i saturanti, gli occultanti, i manipolatori..ma non vanno dimenticati quelli che seguono le tracce degli oggetti o che riescono a parare i colpi dei proiettili. Insomma un connubio di personaggi dalle mille sfaccettature, ognuno con un ruolo chiave all'interno del film.La trama ruota attorno ai tre protagonisti, tra cui spicca una tredicenne "veggente", una manipolatrice "ignara" e un ragazzo "temerario", che sa spostare gli oggetti e parare i colpi. In un susseguirsi i vicende non poco chiare, i tre dovranno recuperare una valigia contenente un prezioso farmaco in grado di rendere gli uomini invincibili ed eterni. Insomma una classico del cinema Americano, condito da reminiscenze televisive, a metà strada tra Heroes e Matrix, dove i protagonisti hanno il compito di salvare la Terra sfruttando al meglio le proprie risorse. Certo è che se si spera in qualcosa di più, si rimane delusi: le azioni si ripetono senza troppa convinzione all'interno di una trama spesso vuota e priva di intensità. Le trovate del regista si piazzano lungo un percorso difficile da seguire tant'è che le scene migliori si mescolano a situazioni irreali dove i personaggi fanno fatica ad emergere dal loro guscio, lasciati cuocere lentamente in attesa di dire la loro. In compenso però s'intravede una descrizione inedita della razza umana composta da persone che hanno abilità impensate e fuori dal comune. E cosi capita che la vecchina possa occultare un edificio o che il guardiano del molo riesca a cancellare i ricordi recenti, Non mancando persone che manipolano il pensiero o "veggenti" pronte a disegnare ciò che percepiscono nell'aria. Insomma un fritto misto di "ritratti sociali" condito di troppo sale e di poca convinzione. E se si accetta l'eventualità di un finale non felicissimo, si può concludere che il film non è certo un capolavoro, ma è apprezzabile sotto molti aspetti. Per una recensione più dettagliata CLICCA qui.

domenica 22 febbraio 2009

Il curioso caso di Benjanim Button...frasi tra le righe

Chi non ha visto in questi giorni "il curioso caso di Benjamin Button"? E' la storia di un uomo che nasce vecchio e muore giovane e che vive la vita al contrario, diversamente dagli altri. La trama non ve la svelo perchè sarebbe poco corretto per chi non l'ha ancora visto, ma il film è confezionato bene e, nonostante la durata eccessiva, scorre fluido fino alla fine. In realtà mi trovo in difficoltà a dover descrivere un qualcosa che ho vissuto visivamente e con intensità: so solo che è difficile raccontare il film come ha fatto il regista, anche perchè c'è un'intensità dietro che si coglie solo tra le righe, attraverso un totale abbandono dei sensi. E poi ci sono scene così intense ed emozionanti che andrebbero soltanto viste per capirne la portata.A me il film è piaciuto molto, ma soprattutto ho trovate delle frasi molto significative, che mi sono rimaste impresse:
1) La nostra vita dipende da mille opportunità, perfino d quelle che non cogliamo
2) Nella vita c'è sempre qualcosa in serbo per noi
3) Il nostro passato ci segue e si ingrossa col presente che raccoglie lungo la strada
4) Senza emozioni la vita è solo un orologio che fa "tic tac"
5) La vita può essere compresa guardandola all'indietro, ma va vissuta guardandola avanti
6) Mi amerai ancora quando sarò brutta e avrò le rughe? E tu mi amerai ancora quando avrò l'acne e la farò a letto?
7) C'è chi è artista, chi suona il piano, c'è chi è nato per fare la madre, c'è chi conosce Shakespeare, chi fa danza...
8) Sai perchè a me piace la notte? Perchè so che tutti quelli a cui voglio bene dormono tranquilli e sono al sicuro nelle loro case.

mercoledì 18 febbraio 2009

Sanremo 2009 ..buona la prima


Oggi ho rivisto alcuni momenti della prima puntata di Sanremo. Devo dire che ogni anno il Festival si rivela uno spettacolo unico ed emozionante che non ha bisogno di presentazioni. Le canzoni e la musica rappresentano orami da anni la cornice ad un evento che raccoglie sempre grandi consensi, senza perdere smalto e consistenza. La tendenza ad un calo degli ascolti degli ultimi anni è un segnale poco indicativo, perchè il festival continua ad essere seguito comunque: non è un caso che le edizioni che ho trovato più interessanti siano state quelle di Fabio Fazio, Raffaella Carrà e Paolo Bonolis, se non fosse per la loro caratura sui generis, capace di distinguersi dal classico spettacolo baudiano. Quest'anno  devo dire che ci sono tutte le premesse per un grande Festival... la prima puntata ha visto uno spettacolo al passo con i tempi fatto di  grandi artisti, ritmi incalzanti e un'efficace conduzione. E, come nella migliore tradizione,  non sono mancati i colpi di scena: il ritorno di Mina sullo schermo è un evento da ricordare: un "nessun dorma" che lascia incantati , e fa  presagire un seguito travolgente..culminato nell'intervento di Roberto Benigni, che ha regalato momenti di divertimento e di grande emozione. Eppure qualche appunto lo devo fare: la poesia di Oscar Wilde contrapposta alla performance di Povia sembrava Par Condicio prima delle elezioni: due messaggi diametralmente opposti, diffusi a distanza ravvicinata: da un lato la disamina di Benigni pro-omosessuali, dall'altro la conversione "musicale" di un ragazzo gay che diventa etero. Insomma..come a dire: vi propiniamo le due versioni, poi sta allo spettatore decidere. Uno scontro di idee e di pensieri che ha certamente lasciato un segno in questa edizione. Eppure tra le tante canzoni quella di Povia mi è piaciuta tanto"musicalmente": peccato per il testo, che ha dato adito a troppe polemiche, spesso anche gratuite. Ma, come ha dichiarato lo stesso cantante,  non facciamo di tutta un'erba un fascio: quella è la storia di una persona, non degli altri..Le sue scelte saranno anche discutibili, ma quali non lo sono oggi? Ognuno è libero di essere come crede e di pensarla diversamente. E intanto la prima puntata ha registrato 14 milioni di spettatori...segno che le polemiche, i messaggi e la musica colgono nel segno.

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