sabato 14 novembre 2009

Orphan e il segreto di Esther


Il film "Orphan" accende curiosità e interesse nello spettatore: la vicenda di Esther, la bambina disadattata e adottata dalla famiglia americana di turno, segue un percorso apparentemente simile a capolavori come "the orphanage" o "the others", ma con profonde differenze strutturali e visive. Esther non è la bambina ossessionata da un passato crudele e impietoso, ma una presenza costante che inquieta ad ogni apparizione. Il comportamento della bambina appare ossessionato, a tratti invadente all'inverosimile, riuscendo a creare quella tensione che tiene incollati alla poltrona fino alla fine. Ma quello che spaventa di più è la profonda maturità di Esther, capace di inserirsi negli equilibri familiari e di sconvolgerli totalmente , come un virus che infetta dall'interno un pò alla volta. La trama introduce una vicenda familiare oltremodo diffusa in America, dove una famiglia americana decide di adottare Esther , una bambina all'apparenza disadattata, che non riesce a fare nuove amicizie e non ama la compagnia dagli altri. La bambina dimostra fin da subito un talento artistico e una sensibilità fuori dal comune: sa suonare il piano, sa dipingere, sa cantare..ma soprattutto possiede una mente calcolatrice e manipolatrice: un pò troppo per una bimba di 9 anni. La bambina manifesta presto alcuni disturbi della personalità e inizia a creare scompiglio attorno a sè, costituendo una seria minaccia per l'equlibrio della famiglia. Il suo passato nebuloso e la sua incerta identità contribuiscono ad infittire il mistero intorno a sè , divenendo presto protagonista assoluta e rendendo inquietante con la sua presenza ogni scena. Esther nasconde, infatti, un segreto importante che non è così immediato e palese come si potrebbe pensare, tanto da ergersi a colpo di scena in un film comunque piacevole per molti aspetti. Il film si sviluppa inizialmente in modo lineare per poi crescere d'intensità, attraverso una spirale di violenza e delirio degna dei migliori maestri del brivido. La storia di Esther sembra quasi riprendere alcune scene di "Misery non deve morire", dove la follia di Anne, dal passato ignoto e apparentemente "sano", invade lo schermo e non lascia spiragli di salvezza, creando quell' atmosfera di terrore claustrofobico che si respira con Orphan. E anche la location è molto simile: il piccolo villaggio montano, le tempeste di neve e la lussuosa casa isolata dal contesto sembrano riprese proprio dal film tratto dal romanzo di King. Non solo: la scena del parco giochi sembra ripercorrere i film di Hitchcock, ricreando la supsance degna dei capolavori del Maestro. Insomma Orphan è un film ricco di spunti interessanti, con una trama classica, ma originale, che si segnala per intensità e carattere.

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