lunedì 30 marzo 2009

Push...considerazioni sparse


Titolo originale per un film d'azione, nemmeno troppo "atteso", se non fosse per il richiamo invitante offerto dal regista di "Slevin" Patto criminale. Push è un'immersione globale in un Mondo pieno di incognite, di misteri e speranze vane. In una Hong Kong proiettata in avanti, dove le classi la fanno da padrone e dove si susseguono esperimenti per rendere la stirpe umana invincibile, alcuni uomini si mettono in gioco riscoprendosi eroi, pronti a sfoderare i loro poteri. Tra le classi "descritte" spiccano i veggenti, i saturanti, gli occultanti, i manipolatori..ma non vanno dimenticati quelli che seguono le tracce degli oggetti o che riescono a parare i colpi dei proiettili. Insomma un connubio di personaggi dalle mille sfaccettature, ognuno con un ruolo chiave all'interno del film.La trama ruota attorno ai tre protagonisti, tra cui spicca una tredicenne "veggente", una manipolatrice "ignara" e un ragazzo "temerario", che sa spostare gli oggetti e parare i colpi. In un susseguirsi i vicende non poco chiare, i tre dovranno recuperare una valigia contenente un prezioso farmaco in grado di rendere gli uomini invincibili ed eterni. Insomma una classico del cinema Americano, condito da reminiscenze televisive, a metà strada tra Heroes e Matrix, dove i protagonisti hanno il compito di salvare la Terra sfruttando al meglio le proprie risorse. Certo è che se si spera in qualcosa di più, si rimane delusi: le azioni si ripetono senza troppa convinzione all'interno di una trama spesso vuota e priva di intensità. Le trovate del regista si piazzano lungo un percorso difficile da seguire tant'è che le scene migliori si mescolano a situazioni irreali dove i personaggi fanno fatica ad emergere dal loro guscio, lasciati cuocere lentamente in attesa di dire la loro. In compenso però s'intravede una descrizione inedita della razza umana composta da persone che hanno abilità impensate e fuori dal comune. E cosi capita che la vecchina possa occultare un edificio o che il guardiano del molo riesca a cancellare i ricordi recenti, Non mancando persone che manipolano il pensiero o "veggenti" pronte a disegnare ciò che percepiscono nell'aria. Insomma un fritto misto di "ritratti sociali" condito di troppo sale e di poca convinzione. E se si accetta l'eventualità di un finale non felicissimo, si può concludere che il film non è certo un capolavoro, ma è apprezzabile sotto molti aspetti. Per una recensione più dettagliata CLICCA qui.

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